Oltre un secolo di prelibatezze
Dal 1924 una storia di bontà e successi
L’azienda nasce nel 1924 quando Ugo De Paulis, insieme alla moglie Maria, nonni degli attuali titolari, avvia un’attività di commercio di prodotti alimentari e produzione di salumi a Paganica. Successivamente, i figli Carmine e Marino subentrano alla guida dell’azienda, dando un nuovo impulso all’attività. Nel 1968 realizzano un nuovo laboratorio a Paganica, dotandolo di attrezzature moderne per l’epoca. Da allora, la produzione aumenta, pur mantenendo inalterati i metodi tradizionali di lavorazione e stagionatura dei salumi. Con il tempo, la richiesta dei prodotti cresce sempre più, trasformando il mercato da locale a regionale.
“La qualità dei salumi viene riconosciuta e apprezzata in numerosi eventi prestigiosi.”
Nel 1997 Mauro e Maria Antonietta decidono di portare avanti l’attività avviata dal nonno Ugo, rinnovandone l’immagine con la freschezza e l’entusiasmo propri dei giovani. In pochi anni, l’azienda si afferma nei mercati nazionali ed esteri, continuando a seguire le tecniche tradizionali: lavorazione manuale, nessun conservante, essiccamento all’aria e stagionatura in cantine buie, come una volta.
Invitati al Salone del Gusto di Torino come rappresentanti dell’Abruzzo aquilano, ottengono ampi consensi grazie alla qualità e all’eccellenza dei loro prodotti. Partecipano inoltre alla Fiera Mediterranea promossa dalla Camera di Commercio di Pescara e diventano espositori abituali nelle principali manifestazioni di settore. Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga inserisce i prodotti De Paulis nell’Atlante Nazionale dei Parchi d’Italia, riconoscendone il valore, mentre l’azienda diventa presenza fissa con i suoi salumi aquilani alla Vetrina del Parco, evento itinerante che ogni anno si svolge in diverse località. L'Azienda prende parte a numerose fiere e manifestazioni su tutto il territorio, da Tagliacozzo a Mantova, da Roseto degli Abruzzi fino al BIT di Milano e alla Fiera di Roma.
“Ambasciatore della cultura gastronomica abruzzese”
De Paulis non è solo ambasciatore dei propri prodotti, ma anche della cultura gastronomica abruzzese. Collabora con gli albergatori di Abruzzo all’Onda per promuovere il turismo regionale attraverso degustazioni nei ristoranti Zilli di Londra e presso la sede dell’ENIT di Parigi, ottenendo grande successo. La stampa estera racconta con entusiasmo queste iniziative, suscitando l’orgoglio degli italiani all’estero.
Numerose riviste di settore, come Gardenia di Mondadori, Itinerari nel Gusto, Weekend Viaggi, Cantine, Il Segnaposto, Il Glossario, Il Centro, Il Messaggero e Il Tempo, dedicano articoli all’azienda e ai suoi titolari.
Tra i riconoscimenti più prestigiosi, Mauro ha avuto l’onore di insegnare all’Università Internazionale della Cucina di Marchesi a Parma, illustrando la produzione dei salumi aquilani. Inoltre, la rivista Messier ha dedicato cinque pagine all’azienda, con particolare attenzione a un nuovo prodotto di Paganica, un insaccato simile al culatello, che il giornalista Luigi Cremona ha paragonato al celebre culatello di Zibello.
Un altro importante riconoscimento arriva dal BRACN, che inserisce la ditta tra le 50 botteghe storiche d’Italia. In quell’occasione, i salumi De Paolis ricevono ancora una volta apprezzamenti per la loro qualità.
“L'unicità dei prodotti De Paulis ha favorito la crescita della produzione, che oggi raggiunge clienti in tutta Italia e anche all'Estero, soprattutto in Francia, Belgio, Inghilterra.”
L'Abruzzo di Niko Romito
da IDENTITA’ GOLOSE WEB – Magazine Internazionale di cucina
…“Riprendo la strada per Paganica, non posso mancare una visita alla famiglia De Paulis. Da tre generazioni si dedica alla lavorazioni delle carni di maiale. Produce lonze, cigolane, fegato dolce e piccante, guanciali, spallette e l’ultimo nato il “cuor di paganica”, cuore del prosciutto affumicato e stagionato nelle vecchie cantine di famiglia, nel centro storico.
Luoghi che il caso e la fortuna hanno deciso di risparmiare. Gli esperti dicono che i salumi hanno salvato le cantine grazie “all’effetto dondolo”.
Un piccolo, inspiegabile miracolo….”
